<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932431354453104662</id><updated>2011-07-07T22:50:58.482+02:00</updated><category term='politica'/><category term='Iraq'/><title type='text'>l'angolo della critica</title><subtitle type='html'>pensieri e considerazioni in libertà</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Alberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16035820939164888418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_PvW5ye1SHSY/Ss8qghR2oqI/AAAAAAAAABY/WOhycBF_CCo/S220/P8082192.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932431354453104662.post-5043984121187916450</id><published>2010-07-21T10:02:00.004+02:00</published><updated>2010-07-21T10:12:34.820+02:00</updated><title type='text'>La fine del posto stabile</title><content type='html'>articolo tratto da &lt;a href="http://miojob.it"&gt;miojob.it&lt;/a&gt;, sito collegato a &lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La fine del posto stabile&lt;br /&gt;Solo al 6% dei neolaureati &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scende a minimi assoluti la quota dei giovani che entrano in azienda con un contratto a tempo indeterminato. Sei anni fa erano più del triplo. Lo stage diventata la prima modalità di inserimento. Per chi viene assunto, la prima paga oscilla tra i 22 mila e i 26 mila euro. La migliore retribuzione nel chimico e farmaceutico. I risultati dell’indagine di Gidp sul rapporto tra imprese e giovani che escono dagli atenei italiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di FEDERICO PACE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ormai una fortuna. Rara e preziosissima. Tanto che quando viene proposto, dal direttore delle risorse umane, viene quasi da non crederci. O pensare di avere inteso male. Quest’anno hanno avuto la possibilità di firmare un contratto a tempo indeterminato solo il 5,46 per cento dei neolaureati entrati in azienda. Un’involuzione sempre più marcata che sembra non arrestarsi. Solo sei anni fa, erano più del triplo (il 20 per cento). Ora, invece, al termine della selezione, quando si è stati scelti, a quasi il quaranta per cento dei giovani capita di vedersi offerto un tirocinio. E a chi va bene, un contratto a tempo determinato. Le evidenze sono quelle dell’indagine di Gidp, l’associazione di responsabili delle risorse umane che coinvolge 2490 direttori di area, che verrà presentata questo pomeriggio a Milano nella sede di Assolombarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra così si stia compiendo, di questi tempi, dopo l'introduzione negli anni di norme che favorivano forme atipiche di lavoro, un altro piccolo passo verso la fine del contratto a tempo indeterminato. Contratto che arriva sempre più tardi, se mai arriva. La crisi economica, reale causa di un ulteriore restringimento delle chance per posti fissi o, almeno in parte, occasione da cogliere per ridurre i costi a scapito delle risorse umane, sembra stia ponendo fine a quello a cui molti guardano ancora come a un legittimo bisogno. Mentre altri, spesso da posizioni di privilegio, lo considerano un mito da superare e alcuni, anche tra chi governa, sembra oscillare tra posizioni contradditorie (ricordate la dichiarazione di Tremonti a ottobre dell’anno scorso?).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricerche sempre più brevi. Le selezioni per un neolaureato in questi mesi, almeno quelle che ancora ci sono, non durano più neppure tanto tempo. Secondo i dati dell’indagine, una buona parte di queste viene chiusa in meno di un mese. E’ immaginabile che sia soprattutto perché, di questi tempi, non è di certo difficile per un datore di lavoro riuscire a intercettare un numero corposo di candidature. Di persone in giro pronte ad accettare un impiego ce ne sono parecchie. Anche con titoli e percorsi molto qualificati. Qualcuno, quasi un’azienda su dieci, non impiega neppure quindici giorni. Solo una percentuale molto esigua (meno del due per cento) ha bisogno di un periodo che può oscillare tra tre e sei mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Università e candidature. Il bacino a cui attingono con più frequenza le imprese sono gli uffici di placement universitari. Ritenuti anche gli strumenti più efficenti. Circa il sedici per cento seleziona e valuta i curriculum che arrivano attraverso le candidature spontanee. Da qui però non sempre le aziende riescono a pescare il candidato ideale tanto che nessun responsabile delle risorse umane indica questa modalità come quella più efficace. Cresce la quota delle aziende che utilizza le “vetrine” dei career site realizzati nell’ambito del sito aziendale. Così come sembra prendere sempre più piede la scelta dei siti internet specializzati nella pubblicazioni di annunci e recruiting. Poco meno di un'azienda su dieci preferisce partecipare ad eventi e fiere lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titoli preferiti. Più della metà delle imprese al momento di svelare quale titolo di laurea deve possedere la figura da assumere, risponde ingegneria o economia. A conferma che i due titoli di laurea, seppure indeboliti anche loro rispetto agli anni scorsi, continuano a mantenere almeno un poco di spendibilità sul mercato. Quanto meno maggiore di quella di altri titoli. Dietro i due, seguono informatica (8 per cento) e giurisprudenza (5,5 per cento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lingue e motivazioni. Tra i requisiti che possono colpire l’attenzione del datore del lavoro, c’è soprattutto la conoscenza delle lingue straniere (lo indica quasi un direttore del personale su quattro). Decisiva sembra anche essere, almeno per il dieci per cento delle imprese, una certa disponibilità alla mobilità territoriale. Tra gli aspetti più di natura psicologica sembra avere un peso rilevante la motivazione (lo dice il 20 per cento delle imprese). Importanti anche la rapidità con cui si raggiunge il titolo di laurea meno invece il voto conseguito e il titolo della tesi. Così come non sembra essere decisivo, o lo è per pochi, il fatto che il titolo sia stato conseguito in un ateneo particolare. Avere fatto un master può essere decisivo per l’8 per cento dei selezionatori mentre l’Erasmus piace al 4,7 per cento dei datori di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lunga stabilizzazione. Nell'ultimo anno, scrivono gli autori dell'indagine, il 38% delle imprese campione ha assunto oltre la metà dei neolaureati in stage. Il sedici per cento non ne ha assunto nessuno. A chi avrà superato positivamente il periodo di stage verrà proposto nel 30% dei casi un contratto a tempo determinato, mentre il contratto di inserimento sarà offerto al 17,45%, la stessa percentuale presenterà l’opzione di apprendistato professionalizzante e ancora il 17,45% il contratto a tempo indeterminato. Un alto nove per cento passerà per un altro contratto di collaborazione mentre l'8 per cento per un contratto temporaneo tramite un'agenzia d lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le aree più dinamiche. Le funzioni aziendali che mostrano maggiore dinamismo occupazionale per chi esce dagli atenei, sono soprattutto l’area dell’amministazione, finanza e controllo. Complessivamente viene indicata dal più del 15 per cento dei datori di lavoro. Seguono il commerciale, la progettazione e il marketing. Nelle prime posizioni ci sono anche la produzione, la ricerca e sviluppo, l’It e le risorse umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco accompagnamento. E’ alquanto composito lo scenario che viene restituito dall’indagine in merito al tema del percorso di inserimento per le nuove figure assunte. Se è vero che quasi il 30 per cento lo prevede in azienda da almeno un anno, è altrettanto vero che il 35 per cento non ha alcun percorso di inserimento e che un altro 13 per cento lo ha introdotto da appena un anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stipendi e confronti. La paga d’entrata invece oscilla tra i 22 mila euro e i 26 mila. Più bassi i livelli retribuitivi dei metalmeccanici e più alti quelli del chimico e farmaceutico. Con l’andare del tempo le retribuzioni legate al settore del commercio sembrano guardagnare un poco di terreno. Dopo tre anni raggiungono i 27.839 euro e quasi chiudono il divario in particolare in rapporto agli stipendi dei loro coetanei che lavorano nel credito che dopo tre anni sono arrivati a una retribuzione lorda annua pari a 29 e 300 euro. Più elevato di tutti invece lo stipendio lordo per chi lavora in aziende attive nel chimico e nel farmaceutico con più di 34 mila euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1932431354453104662-5043984121187916450?l=albertocarpenedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/feeds/5043984121187916450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1932431354453104662&amp;postID=5043984121187916450' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/5043984121187916450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/5043984121187916450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/2010/07/la-fine-del-posto-stabile.html' title='La fine del posto stabile'/><author><name>Alberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16035820939164888418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_PvW5ye1SHSY/Ss8qghR2oqI/AAAAAAAAABY/WOhycBF_CCo/S220/P8082192.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932431354453104662.post-5094972785414464630</id><published>2010-07-07T14:52:00.001+02:00</published><updated>2010-07-07T14:53:52.000+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Se tutti si dicono progressisti</title><content type='html'>Ormai è diventata una sorta di moda, una tattica per piacere agli elettori, un metodo per suscitare fiducia e per apparire riformisti e innovatori. Il termine “progressismo” sembra essere, forse per questioni etimologiche della parola, quel qualcosa che fa apparire un qualsiasi politico portatore di un’aria di cambiamento che serve al Bel paese. Ma basta poco per rendersi conto di come sia usato a sproposito, di come esponenti di partiti conservatori di destra lo facciano proprio senza motivo e in maniera alquanto ipocrita. Se riflettiamo qualche istante sul significato della parola possiamo arrivare a capire che il suo utilizzo non può essere esteso con tanta facilità e pressappochismo a un qualsivoglia movimento politico e culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tentiamo di fare una rapida analisi del suo preciso significato e veniamo alle conclusioni. Aprendo un comune dizionario della lingua italiana come lo Zingarelli troviamo, alla voce “progressista”, seguace, sostenitore di idee e movimenti innovatori in campo politico, economico, sociale. Il termine deriva da “progresso”, latino progressus, cioè passo in avanti, cammino, e per estensione avanzamento, miglioramento. I più grandi movimenti politico-ideologici che si basano sul progressismo sono quindi improntati sulla volontà di innovare la società con una proiezione verso il futuro, e quindi sul lungo periodo, con l’obiettivo di seminare oggi per raccogliere domani. Non esiste progresso, non esiste innovazione senza la consapevolezza che è impossibile, in una società articolata e complessa come quella odierna, ottenere tutto e subito e pensare di andare avanti soltanto risolvendo il problema immediato, raccapezzando e sistemando solamente ciò che già esiste. Il progresso sta in questo, nell’essere consapevoli e nell’agire con un progetto politico che non deve essere avido di ottenere risultati nel breve periodo ma che deve saper trasformare in servizi e opere concrete le esigenze delle nuove generazioni. Tutto ciò non presuppone la cancellazione di principi valoriali validi in ogni contesto storico, perché la moralità, l’onestà e il rispetto devono essere alla base del vero progressismo, mirato non alla rimozione del passato ma alla lettura attenta di ciò che serve in futuro. Energia alternativa e progresso sostenibile, centralità del lavoro e previdenza sociale, diritti civili e fiducia verso i giovani sono solo alcuni dei temi che dovrebbero caratterizzare un partito progressista. E se diamo un’occhiata all’attuale panorama politico italiano, mi convinco sempre di più che i veri progressisti siamo noi Democratici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1932431354453104662-5094972785414464630?l=albertocarpenedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/feeds/5094972785414464630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1932431354453104662&amp;postID=5094972785414464630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/5094972785414464630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/5094972785414464630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/2010/07/se-tutti-si-dicono-progressisti.html' title='Se tutti si dicono progressisti'/><author><name>Alberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16035820939164888418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_PvW5ye1SHSY/Ss8qghR2oqI/AAAAAAAAABY/WOhycBF_CCo/S220/P8082192.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932431354453104662.post-7537363841981145148</id><published>2010-05-14T09:23:00.002+02:00</published><updated>2010-05-14T09:25:38.531+02:00</updated><title type='text'>GIOVANI DEMOCRATICI PER SBLOCCARE IL FUTURO</title><content type='html'>Giovani e politica, binomio che troppo spesso tende ad essere considerato una dicotomia, due entità che sembrano&lt;br /&gt;tanto distanti tra loro e che invece dovrebbero autoalimentarsi. La politica ha bisogno di giovani: questa&lt;br /&gt;affermazione ci viene ripetuta ogni giorno fino alla ridondanza. Ma è fondamentale continuare a sottolineare&lt;br /&gt;e ripetere come sia auspicabile un progressivo, sensato e razionale ricambio generazionale, affinché la società&lt;br /&gt;possa avere persone che sappiano interpretarla in maniera da stare al passo coi tempi e per poter offrire ai&lt;br /&gt;cittadini ciò di cui hanno veramente bisogno. E se la politica ha bisogno di giovani, anche i giovani stessi necessitano&lt;br /&gt;della politica. Soltanto entrando a contatto con essa i loro bisogni possono sfociare in concretezza.&lt;br /&gt;Ed è questo che stanno facendo i Giovani Democratici vicentini, ragazze e ragazzi che si rimboccano quotidianamente&lt;br /&gt;le maniche per dar luce ad iniziative di sensibilizzazione nel territorio e per promuovere dibattiti&lt;br /&gt;costruttivi sulla direzione che a loro avviso si dovrebbe prendere nel futuro per il nostro Paese. Per citare un&lt;br /&gt;evento promosso dai GD vicentini, ricorderei quello contro il ddl sul processo breve, che grazie ad un volantino&lt;br /&gt;conciso ma mirato ha riscosso un grande successo. Violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, sfruttamento&lt;br /&gt;della prostituzione, truffa e falso in bilancio: sono solo alcuni dei reati che verranno prescritti grazie a&lt;br /&gt;questo ddl. I GD hanno espresso la loro netta posizione contro tale provvedimento governativo con questa&lt;br /&gt;iniziativa, svoltasi a dicembre nelle piazze dei principali comuni della provincia.&lt;br /&gt;La politica ha bisogno di una forte scossa e di una ventata di aria pulita, soprattutto in questo difficile momento.&lt;br /&gt;I Giovani Democratici vicentini sono convinti che eventi come questo siano alla base di un agire etico e&lt;br /&gt;attento verso i bisogni della società, caratteristica che deve rappresentare il movente di ogni iniziativa politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Alberto Carpenedo, pubblicato in "Corsaro Democratico", giornalino dei Giovani Democratici Veneti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1932431354453104662-7537363841981145148?l=albertocarpenedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/feeds/7537363841981145148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1932431354453104662&amp;postID=7537363841981145148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/7537363841981145148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/7537363841981145148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/2010/05/giovani-democratici-per-sbloccare-il.html' title='GIOVANI DEMOCRATICI PER SBLOCCARE IL FUTURO'/><author><name>Alberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16035820939164888418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_PvW5ye1SHSY/Ss8qghR2oqI/AAAAAAAAABY/WOhycBF_CCo/S220/P8082192.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932431354453104662.post-1057421439069004823</id><published>2010-04-06T10:47:00.008+02:00</published><updated>2010-04-06T11:08:41.625+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iraq'/><title type='text'>Carneficina di civili in Iraq. Responsabili due elicotteri americani</title><content type='html'>Iraq. Luglio 2007. Due elicotteri U.S.A. scambiano una troupe di fotografi iracheni per un gruppo di terroristi muniti di lanciarazzi, che si riveleranno in realtà strumenti fotografici. Viene aperto il fuoco, i fotografi e la troupe vengono massacrati. Arriva poco dopo un camioncino per recuperare i corpi degli assassinati e dei feriti, ma gli elicotteri riaprono il fuoco. Qualche ora dopo arrivano i rinforzi via terra, si accorgono quasi sicuramente che hanno commesso un errore senza precedenti, ma la notizia ovviamente non circolerà in versione ufficiale nei giornali. La Casa Bianca non ha ancora fatto dichiarazioni sull'accaduto, eppure sono passati due anni. Il tempo seppellirà questo gravissimo errore di "prevenzione" al terrorismo? &lt;br /&gt;Ecco il link del crudo filmato decriptato e recuperato, che fonti militari hanno dichiarato autentico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://tv.repubblica.it/copertina/teleobiettivi-presi-per-armi-uccisi-in-iraq/45037?video&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1932431354453104662-1057421439069004823?l=albertocarpenedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/feeds/1057421439069004823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1932431354453104662&amp;postID=1057421439069004823' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/1057421439069004823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/1057421439069004823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/2010/04/carneficina-di-civili-in-iraq.html' title='Carneficina di civili in Iraq. Responsabili due elicotteri americani'/><author><name>Alberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16035820939164888418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_PvW5ye1SHSY/Ss8qghR2oqI/AAAAAAAAABY/WOhycBF_CCo/S220/P8082192.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1932431354453104662.post-4488618494662679124</id><published>2009-10-16T15:49:00.005+02:00</published><updated>2009-10-16T16:53:05.242+02:00</updated><title type='text'>La strada che il PD deve prendere</title><content type='html'>Mancano nove giorni all'appuntamento tanto atteso da iscritti e militanti del Partito Democratico: con le primarie si deciderà chi dovrà essere alla guida del partito, chi dovrà quindi decidere la linea politica unitaria che fin'ora non c'è stata. Chiarezza, voglia di sentire dei SI e dei NO, identità chiara e trasparente, capacità di proporre ai cittadini una vera alternativa alla destra e di convincere: sono questi i punti chiave che porteranno al successo (o all'insuccesso) colui che dovrà rappresentare il PD. Il semplice attacco alla maggioranza, se non supportato da idee alternative valide, credibili e perciò applicabili non porta da nessuna parte, ed è così che si dovrà procedere verso un modo propositivo di agire, non solo distruttivo nei confronti dei provvedimenti dell'attuale governo. &lt;br /&gt;Ma se abbandoniamo per un attimo le questioni interne al partito e proviamo a fare qualche considerazione su quante persone andranno a votare alle primarie del 25 ottobre (aperte non solo agli iscritti ma a tutti i "simpatizzanti") viene spontaneo porsi delle domande. Sarà un successo? Andranno veramente a votare due milioni o più di italiani? C'è da sperare che questi due quesiti possano avere risposta affermativa, in quanto il partito risulterebbe sicuramente essere più forte in un momento non proprio felice. Ed eccoci giunti al punto cruciale, quello in base al quale si decideranno le sorti del PD: dopo le primarie si formeranno tre grandi correnti all'interno del partito o si cercherà veramente si seguire una linea comune? Le tre mozioni (Bersani, Franceschini, Marino) sono per certi versi simili, ma è chiaro che se i più accaniti sostenitori delle stesse non sapranno accettare in pieno la decisione dei votanti su quale dovrà essere il nuovo segretario si finirebbe per tornare al punto di partenza, al punto quindi di non ritorno, con conseguenza l'ulteriore crollo di consensi degli elettori. &lt;br /&gt;Il PD è uno dei pochi partiti che nei giornali e in tv esce con posizioni spesso contrastanti, siamo abituati a leggere e a sentire dichiarazioni di parlamentari ed esponenti a favore di un provvedimento e subito dopo a vederne altri che si schierano contro. Se si continua di questo passo, se non si arriverà ad una coerenza in base alla quale un partito deve essere unitario e propositivo di sicuro non ci saranno grandi possibilità di attrarre e di convincere cittadini che (giustamente!) vogliono chiarezza, trasparenza e unità per avere una rappresentanza valida. E' palese che una posizione univoca non potrà accontentare tutti gli elettori del bacino centro-centrosinistra, ma se questo partito vuole essere credibile e farsi votare da coloro che si sentono riformisti e progressisti deve prendere delle posizioni. Schierarsi a favore o contro non vuol dire limitare la democrazia e il diritto di esprimere anche le idee di chi non si posiziona perfettamente in linea con la decisione presa, significa anzi essere pronti a prendere impegni chiari e concreti, significa riportare la gente alle urne contenta di votare un partito che propone e che dimostra di essere finalmente unitario, un partito che deve ritrovare la capacità di decidere, che non deve avere paura di fare delle scelte. La credibilità, almeno a mio avviso, si ottiene attraverso una presa di posizione, ponderata e moderata ma che comunque deve riflettere la volontà di agire verso una precisa strada, attraverso un modo altrettanto preciso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1932431354453104662-4488618494662679124?l=albertocarpenedo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/feeds/4488618494662679124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1932431354453104662&amp;postID=4488618494662679124' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/4488618494662679124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1932431354453104662/posts/default/4488618494662679124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://albertocarpenedo.blogspot.com/2009/10/la-strada-che-il-pd-deve-prendere.html' title='La strada che il PD deve prendere'/><author><name>Alberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16035820939164888418</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_PvW5ye1SHSY/Ss8qghR2oqI/AAAAAAAAABY/WOhycBF_CCo/S220/P8082192.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
